LC-Power LC-PRO-35BE3 - Test e metodologia PDF Stampa E-mail
Scritto da Lorenzo Pasini   
Mercoledì 26 Gennaio 2011 14:41
Indice
LC-Power LC-PRO-35BE3
Confezione e Bundle
Misure e Specifiche tecniche dichiarate
Visto in dettaglio
Test e metodologia
Conclusioni
Tutte le pagine

 

Abbiamo deciso di testare questa enclosure provando due diversi dischi:

-un Western Digital Caviar Green Power mod. WD5000AADS-00S9B0 da 500gb e 32mb di buffer

-un vecchio (ed alquanto caloroso..) Maxtor mod. 6L200S0 DiamondMax 10 da 7200rpm/16mb buffer sata-I: si avete letto bene.

Questa scelta è stata presa per simulare il recupero di un hard disk da un pc non proprio recente, per vedere la bontà dell'interfaccia eSata/usb del prodotto nonché le sue capacità di dissipazione del calore.

 

Come software per i test invece useremo HDTune (read), CrystalDiskMark 3 e AttoDisk testando ovviamente il prodotto sia in modalità eSata che USB con entrambi i dischi a disposizione.

 

 

Ecco i test del Maxtor in modalità eSata:

MxtrAttoeSata   mxtrHDTCDMRKesata

 

Possiamo vedere come l'interfaccia esata funzioni in modo egregio con picchi di 50mb/s in lettura e 45mb/s in scrittura. Questo hard disk esprime risultati praticamente identici anche se montato internamente tramite cavo sata.

 

 

A seguire i test dello stesso hard disk in modalità usb 2.0:

 MxtrUSB

Come si può vedere l'enclosure arriva quasi a saturare la banda dell'usb 2.0 senza alcun problema pur con un hard disk non proprio recente. I tempi di accesso sono più bassi rispetto l'interfaccia eSata.

 

Il rovescio della medaglia è stata la temperatura di utilizzo massima rilevata che è stata di 48°C, confermati anche al tatto, con la enclosure ben calda. Questo comunque è avvenuto dopo quasi un'ora di ripetuti test e con una temperatura ambientale di 21,2°C.

E' doveroso però a precisare che l'hard disk Maxtor in questione, generalmente montato in un case con il cestello degli hard disk raffreddato da una ventola da 120mm, tende comunque a viaggare a temperature sempre superiori ai 40°C, se poi è posto sotto stress arriva anche a 43-45°C; in quest'ottica le capacità di dissipazione del prodotto sono buone, è semplicemente l'hard disk sbagliato per essere usato in una enclosure esterna e questo dimostra la validità del prodotto.

 

 

A seguire i test svolti con il WD Green in modalità usb 2.0:

WDusb

I risultati sono in linea coi test eseguiti con l'hard disk Maxtor; l'usb 2.0, interfaccia che speriamo ceda in fretta il passo all'usb3.0, è un collo di bottiglia per un hard disk ad interfaccia sataI come abbiamo appena visto, quindi possiamo immaginarci quanto lo sia per un hdd sata2 come questo.

 

Ora passiamo alla parte interessante del test, ovvero quali sono i valori prestazionali registrati usando l'interfaccia eSata:

WDeSata

I valori espressi sono ben altri rispetto a quelli del Maxtor; al contrario del test con quest'ultimo hard disk, i tempi di accesso tra usb 2.0 ed eSata in questo caso sono risultati praticamente identici.

Come saprete il WD green non è un hdd particolarmente prestante, ma è un'ottimo disco a basso consumo ed è a parere del recensore la scelta più adatta per l'uso in enclosure esterne, ancora di più se pensiamo di usarlo con interfaccia usb 2.0; purtroppo come abbiamo potuto vedere, avere o meno un hard disk veloce con questa interfaccia è sostanzialmente inutile perchè si cozza sempre contro i miseri 35mb/s cui è limitata la connessione.

 

Sul versante temperature i risultati con un hard disk più adatto al ruolo di storage esterno come questo Western Digital, sono decisamente diversi rispetto al primo disco provato.

La temperatura massima registrata sotto sforzo è stata infatti di 39°C con l'enclosure che al tatto era praticamente a temperatura corporea e dopo non molto che i test si sono conclusi la temperatura era già scesa a 37-36°C, il che conferma che comunque lo chassis in alluminio aiuta efficacemente a dissipare il calore in modo passivo.

 

Per dovere di cronaca a seguire ecco i valori espressi dallo stesso WD Green Power connesso internamente alle porte sata della Gigabyte p55A-UD4 usata per il test, come confronto all'eSata (chip JMicron JMB362):

GPp55

Si può notare come il burst rate sia molto migliore e che il test ATTO mostri una maggiore stabilità dei transfer. I tempi di accesso sono identici mentre il picco minimo è stato registrato usando il controller Intel rispetto all'eSata JMicron; sono differenze comunque imputabili sia al test che ai diversi controller impiegati e non quindi all'enclosure.

 

 

 



Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Gennaio 2011 21:59